Usa colpiscono l'Iran

Usa colpiscono l’Iran in Siria

Gli Usa colpiscono l’Iran tramite un attacco aereo nella Siria orientale, lungo il confine con l’Iraq. L’attacco prende di mira le milizie sostenute dall’Iran come rappresaglia per un recente attacco missilistico a Erbil, nel nord dell’Iraq, che ha lasciato diversi americani feriti. Attualmente non ci sono prove concrete di chi veramente abbia attaccato la base statunitense. Questa azione di rappresaglia assomiglia alle incursioni israeliane in diverse aree della Siria. Aree dove le forze Pro Assad hanno liberato.

Perché gli Usa colpiscono l’Iran in Siria?

L’Iran, da subito sostiene il governo siriano sia contro ribelli finanziati dalla Turchia, sia a contenere l’ISIS. Assieme all’intervento russo liberano aree occupate dall’ISIS. L’aiuto dell’Iran con logistica e uomini sul campo non è gradito da Israele. Il bombardamento della base Usa in Iraq è solo un pretesto portando gli Usa a continuare ciò che Israele e Turchia non potranno più fare. Settimana scorsa Alexander Lavrentyev avertiva Israele e Turchia che non saranno più tolerate operazioni nel territorio Siriano. L’arrivo di aerei da combattimento di ultima generazione nella base russa di Khmeimim preoccupano Israele. La Russia quindi in maniera indiretta impone una no fly zone a Israele e Turchia in Siria. A quanto pare non per gli Usa. Questo attacco non sarà l’ultimo. Quindi gli Usa colpiscono l’Iran perchè Israele non lo può più fare.

L’attacco Usa alle milizie filo iraniane

L’attacco aereo ha preso di mira strutture nella città siriana orientale di Al Bukamal che appartengono a due milizie sostenute dall’Iran. Accusate di aver lanciato attacchi missilistici in passato contro strutture americane in Iraq, compresa l’ambasciata americana a Baghdad, secondo un funzionario statunitense. “Su indicazione del presidente Biden, le forze militari statunitensi all’inizio di questa sera hanno condotto attacchi aerei contro infrastrutture utilizzate da gruppi militanti sostenuti dall’Iran nella Siria orientale. Questi attacchi sono autorizzati in risposta ai recenti attacchi contro il personale americano e della coalizione in Iraq, e alle minacce in corso per quel personale. In particolare, gli attacchi hanno distrutto diverse strutture situate in un punto di controllo di frontiera utilizzato da un certo numero di gruppi militanti sostenuti dall’Iran, tra cui Kait’ib Hezbollah (KH) e Kait’ib Sayyid al-Shuhada (KSS)”, afferma John Kirby, portavoce del Pentagono.

Gli Usa colpiscono l’Iran in Siria senza prove certe

Il Pentagono non ha incolpato le milizie sostenute dall’Iran per l’attacco a Erbil. Mentre i funzionari dell’amministrazione Biden riferiscono che l’attacco rimane sotto indagine, l’addetto stampa della Casa Bianca Jen Psaki ha detto la scorsa settimana che gli Stati Uniti “si riservano il diritto di rispondere nei tempi e nei modi di nostra scelta per all’attacco”. Colpire senza trovare gli colpevoli è un modus operandi inacettabile dal diritto internazionale. Non ostante ciò gli Usa colpiscono l’iran senza apparenti prove. Queste azioni militari rischiano di riscaldare il Medio Oriente, politica molto lontano da ciò che Biden affermava durante la sua campagna elettorale. D’altro canto una reazione frontale dell’Iran a tali attacchi darebbe la scusa (casus belli) a Israele, Usa e alleanza paesi Arabi a iniziare una guerra con l’Iran.

Mosca condanna l’attoco Usa in territorio Siriano

La Russia “condanna fortemente” l’attacco degli Usa lungo il confine tra Siria e Iraq, afferma la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova. “Condanniamo fermamente tali azioni. Chiediamo il rispetto incondizionato della sovranità e dell’integrità territoriale della Siria. Riaffermiamo il nostro rifiuto di qualsiasi tentativo di trasformare il territorio siriano in un’arena per il regolamento di conti geopolitici”, ha detto Zakharova. In precedenza, il portavoce del Dmitry Peskov ha detto ai giornalisti che la Russia stava “monitorando molto attentamente la situazione” dopo gli attacchi aerei. Mosca è “in costante contatto con i nostri colleghi siriani”. Nel corso della giornata, Sergei Lavrov rivelava che la parte statunitense aveva dato alla Russia solo alcuni minuti di preavviso prima di effettuare l’attacco. I militari russi e statunitensi hanno un accordo di “deconfliction” in Siria, volto a ridurre il pericolo di escalation tra le potenze militari in mezzo alle loro missioni separate nel paese.

L’uccisione del Gen. Qasem Soleimani apriva il vaso di Pandora

Un anno fa, gli attacchi delle milizie hanno provocato l’assassinio del gen. Qasem Soleimani, la cui organizzazione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica era responsabile di numerosi attacchi alle truppe statunitensi, tra cui un incidente a fine dicembre a Kirkuk che ha ucciso un appaltatore americano e ferito diversi membri del servizio. L’Iran si è vendicato per l’uccisione di Soleimani con una raffica di missili su due basi aeree irachene ad al-Asad e Erbil che ospitano truppe statunitensi, lanciati al mattino presto l’8 gennaio 2020. 100 soldati statunitensi sono trattati per lesioni cerebrali traumatiche.


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