Combattenti uiguri in siria

Combattenti Uiguri in Siria: minaccia non sottovaluta dalla Cina (video)

Secondo varie stime, da diverse centinaia a diverse migliaia di ex combattenti uiguri hanno lasciato la Cina per combattere in Siria. Tornati nella loro nativa regione autonoma di Xinjiang, questi estremisti, con esperienza nei campi di battaglia, potrebbero diventare un serio problema per Pechino. Attualmente, tutt’oggi migliaia di combattenti Uiguri combattono in Siria in varie zone.

Quanti sono i combattenti uiguri in Siria?

A differenza dei leader di molti Paesi occidentali, la Cina ha abbracciato l’inizio della “primavera araba” senza alcuna gioia. Gli islamisti cavalcavano l’onda della “primavera araba”, iniziata dai sostenitori dell’occidentalizzazione. Pechino, ben consapevole di cosa siano l’islam politico e il radicalismo dei suoi seguaci, rafforza la sua opinione sugli eventi in Medio Oriente. Il conflitto in Siria attira l’attenzione della Cina che negli ultimi anni osserva con allarme il crescente numero di combattenti uiguri. Le stime del numero esatto di uiguri che si sono recati in Siria variano notevolmente. Imad Mustafa, l’ambasciatore siriano in Cina, ha dato la cifra più alta, 5.000 combattenti, membri del Partito Islamico del Turkestan (la principale organizzazione clandestina dei separatisti uiguri) si sono trasferiti nella zona di guerra.

Come operano i combattenti uiguri in Siria?

La maggior parte combattono nelle file di Jabhat Fatah al-Sham, ex Jabhat al-Nusra, ma ci sono anche molti uiguri sotto le bandiere nere dello Stato Islamico Hanno dimostrato un’elevata qualità di combattimento e hanno un ruolo significativo in diversi episodi della guerra siriana. In Siria, unità del Partito islamico del Turkestan controllano alcune aree dove, oltre alle formazioni di combattimento, sono dispiegate anche le strutture di formazione e politiche del partito. I combattenti uiguri in Siria inviano regolarmente minacce a Pechino. L’ultimo appello alle autorità cinesi da parte dei nativi dello Xinjiang che vivono nel territorio del Califfato è pubblicato all’inizio di marzo del 2020.

Lotta al terrorismo dentro e fuori dalla Cina

Il ritorno di questi militanti in patria è una grande sfida per la RPC. Le autorità cinesi cercano di risolvere il problema del separatismo uigur attraverso lo sviluppo economico dello Xinjiang. Negli ultimi anni il terrorismo uiguro sta prendendo sempre più piede e si è riversato sempre più al di fuori dello Xinjiang. Soprattutto, nelle aree non musulmane della Cina. Il più pubblicizzato è stato il massacro in una stazione ferroviaria della città di Kunming, capitale della provincia dello Yunnan. Dove nel marzo 2014, un gruppo di terroristi uiguri con armi fredde uccide 31 persone e ferirce altre 143. Il ritorno a casa dei radicali uiguri, che hanno acquisito esperienza di combattimento in Medio Oriente, potrebbe seriamente destabilizzare la regione. Il governo cinese rafforza drasticamente il regime di sicurezza nella regione. Allo stesso tempo, i cinesi stanno intensificando la cooperazione e lo scambio di dati con Damasco e Mosca.

Lotta all’ignoranza per estirpare il terrorismo

La lotta al terrorismo e all’estremismo nella regione autonoma di Xinjiang, attraverso la creazione di centri di istruzione e formazione si è dimostrata efficace. Nel passato, la pratica ha dimostrato che il lavoro dello Xinjiang nell’organizzazione dell’istruzione e della formazione professionale elimina efficacemente il terreno e le condizioni per la diffusione del terrorismo e dell’estremismo religioso. Xinjiang insiste fermamente nell’eliminare sia gli effetti che le cause di questi fenomeni, integrando misure reattive e preventive nella lotta contro il terrorismo e l’estremismo. Questo approccio è pienamente coerente con lo spirito fondamentale e i principi chiave della lotta della comunità internazionale contro il terrorismo e soddisfa le esigenze e gli interessi fondamentali dei popoli del mondo

Assistenza militare cinese all’Esercito Arabo Siriano nella lotta al terrorismo

La Repubblica Popolare Cinese sta assistendo l’esercito siriano nell’addestramento del personale. Anche i rifornimenti militari sono in corso di consegna, anche se non sembrano includere gli armamenti. Nelle prime fasi della guerra, i cinesi fornivano prestiti ai siriani per acquistare beni di vitale importanza come carburante, cibo e medicine. Gli interessi della Cina nel conflitto siriano sono simili a quelli della Russia. Pechino è interessata alla sconfitta militare dei gruppi islamici radicali che operano in Siria e in Iraq. La Cina vorrebbe che la Siria rimanga uno Stato laico, ed è pronta a partecipare alla sua ricostruzione postbellica. È anche nell’interesse della Cina dimostrare il fallimento e il discredito della linea di sostegno degli USA e dell’Unione Europea ai movimenti antigovernativi in Siria, così come in altri paesi del mondo. Pechino coordina molto la sua politica sulla Siria con Mosca e fornisce un supporto di fondo.

Documentario di come la Repubblica Popolare Cinese stia affrontando il problema del terrorismo a casa propria.


Il Kurdistan Siriano sempre più vicino alla Russia


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