Soluzione COVID-19 svedese

La soluzione finale al Covid-19 del neoliberismo svedese

Negli ultimi tempi la popolarità del sistema svedese ha visto erodere velocemente le sue posizioni nella scala di valori delle nazioni neo liberiste portate ad esempio dai nostri media. Sarà per le ricorrenti rivolte dei ghetti a maggioranza mussulmana di Malmo o Stoccolma che non hanno nulla da invidiare alle rivolte analoghe di Parigi o Lione. Accadimenti che mettono in crisi i buonisti nostrani portatori del verbo dell’accoglienza infinita in un Italia finita (sia territorialmente che economicamente).

 Dopo aver cantato per anni la canzone dei paesi scandinavi avanti a noi di almeno una decina di anni rispetto alle lotte HBTQ, cioè il verbo di trasformare legittime diversità in norma di base ad una futuro nucleo famigliare basato su queste e non su la figura di un padre(maschio) e di una madre (femmina). (*1)

Cancellando di fatto decine di migliaia di anni di evoluzione del concetto di famiglia in cui si è costituita questa identità.

Come dire “Noi generazione del 2020 abbiamo capito tutto e tutti quelli dietro di noi erano imbecilli trogloditi”…ci sento un pizzico di prosopopea generazionale…sarà perché appartengo alla schiera di quelli che non hanno capito niente…

 Di fronte a questa società che ha ridotto la famiglia classica ai minimi termini, abbiamo risultati tangibili di benessere psicofisico con una popolazione, quella svedese, medicalizzata con psicofarmaci nel rapporto di uno a quattro e tra i medicalizzati la felice ed emancipata donna svedese è nel rapporto di due ad uno (*2)

i nostri media annaspano. La canzone “scandinava ed in particolare la svedese” è visibilmente stonata ed il culmine della stonatura l’hanno percepita in maniera imbarazzante sulla vicenda del covid-19.

Ma anche lì la stonatura è censurata nella cruda verità, viene raccontata come stranezza di una società (quella svedese) che non ha chiuso tutto e che non ha percepito in pieno il pericolo del virus.

Io che per motivi di lavoro (sono costretto a tali fredde frequentazioni) fui testimone in prima persona di una gestione del Covid-19 ben più brutale di come ci viene raccontata e riporto qui il vissuto in forma di dialogo diretto.

Ero alla fine di un mio turno in farmacia ed aiutavo un collega di origine mediorientale che da poco ha acquisito una carica dirigenziale, a distribuire i farmaci ad un addetto ad una RSA particolarmente colpita dal Coronavirus, il dialogo avvenne più o meno in questi termini.

 Io: Salve Gustav ecco i farmaci che ci avete richiesto. Volevo poi chiedere se è vera la notizia che da voi sono morte 20 persone per Coronavirus?

 Gustav: Sì purtroppo è vera.

 Io: Ma quante persone ospitavate nella vostra casa da riposo?

 Gustav: Una sessantina circa…

 La curiosità mi pressa a continuare nelle domande

 Io: Ma non avete provato a dare ossigeno con i respiratori?

 Gustav arrossendo in viso sotto i capelli fulvi ben pettinati come un soldato:

 Sai sono molto anziani ed allora parliamo con i parenti …se sopravvivono bene altrimenti è meglio che muoiono senza una lunga degenza in ospedale o lunghe cure. Non abbiamo respiratori non ce ne sono così tanti quanti occorrono.

 Collega arabo: Certo, quando sono così vecchi meglio così.

 Io mi contraggo nei lineamenti a fatica dissimulo la rabbia: Ma è terribile, non vi rendete conto che questa cosa è allucinante! Vengono lasciati a morire perché anziani?! E per te che preghi 3 volte a giorno il tuo Allah va tutto bene?

 Collega arabo: 5 volte al giorno veramente…

 Io ormai incontenibile: ancora meglio ma che preghi a fare se non riesci a vedere quanto tutto questo è inumano!

 Gustav ormai imbarazzato: adesso devo andare…

 Collega arabo: No tu hai ragione questo paese è senza religione ma che possiamo fare?

 Io: e non c’è uno straccio di giornalista che pubblica queste enormità!!

 Finito il turno penso al mio collega arabo andato via da Bassora, arrivato in Svezia, ha fatto la sua piccola carriera a forza di duro lavoro e tanti signorsì. Per comprare una villa di legno ad 80%sotto mutuo ed una volvo a 90% sotto debito.

Devi farti piacere tutto quando sei strozzato così. Sono contento delle mie mille attività e della frugalità della mia esistenza che mi dà la libertà di alzare la voce anche quando non dovrei.

In fondo il mondo neoliberista è questo: ti convincono che devi avere certi status, una villa di 200 metri quadri piuttosto che una baita di 60, od una Volvo ultimo modello magari elettrica piuttosto che un usato che cammina a benzina, in cambio ti ruba la libertà di pensare, parlare e scrivere (se sei un giornalista).

Un mondo così ha bisogno di nuovi disperati pronti a fare il lavoro ad un prezzo più basso di un italiano o di uno svedese e dire sempre di sì a tutto anche contro i propri principi.

 Sentivo che questo mio episodio riscontrato ai primi di giugno non era un caso isolato ma si è avuta la conferma dalle stesse autorità svedesi che hanno ammesso a fine luglio che solo il 13% delle RSA hanno avuto cure adeguate rispetto al Covid-19.

 Ero in Italia quando ho letto il responso ufficiale del Socialstyrelsen (ministero degli affari sociali), si è eliminata coscientemente una generazione di anziani svedesi, gente che ha lavorato per il bene delle successive, ma dimenticati dai giovani nel momento del bisogno. Nessuna manifestazione di piazza (a parte quelle Black Lives Matter o le Me too).

D’altronde quando si distrugge il concetto di famiglia…e si va a trovare i propri vecchi due volte l’anno quando va bene…la soluzione al Covid-19 è una bella opportunità.

I nostri media non pervenuti su questa Svezia avanti a noi di una decina di anni….
verso il baratro.

  

(*1) https://italiaeilmondo.com/2018/12/26/la-religione-gender-in-scandinavia-imposizione-di-un-credo-di-max-bonelli/

 (*2) https://italiaeilmondo.com/2017/12/02/il-paradiso-femminista-svedese-e-un-inferno-in-terra-per-la-donna-di-max-bonelli/

Max Bonelli, farmacista consulente nelle farmacie ospedaliere nel Nord Europa, con alle spalle competenze specifiche anche in gestione farmacologica del paziente anziano in case di cura nonché un’esperienza come ufficiale istruttore di difesa nel battaglione di Difesa Nucleare Biologica e Chimica nell’esercito italiano. Autore di Antimaidan. Nel marzo del 2020 Bonelli ha lanciato la proposta ‘Bolle di sicurezza sanitaria per categorie a rischio‘ per combattere il coronavirus, quando in Italia la crisi era al suo massimo. max.bonelli@mail.ru

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