accusatore e giudice

Quando accusatore e giudice sono la stessa persona

Quando l’accusatore diventa giudice a niente vale che l’accusato dimostri il contrario. L’esito del processo è deciso. Nel primo pomeriggio Rainews twittava: «La Germania, intanto, chiede un’azione comune di tutta l’Europa». Sul caso Navalny e sul suo presunto avvelenamento, voluto da Putin. Prendiamo da Rainews le seguenti informazioni. Possiamo leggere che è stato effettuato un test sull’oppositore russo Navalny da un laboratorio speciale di Berlino in cui si fornisce la prova «inequivocabile» di un agente nervino chimico usato contro di lui in Russia. Il governo tedesco riferirà dei risultati delle analisi «che confermano l’avvelenamento di Navalny ai partner Ue e della Nato» scrive il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert. «Ci si consulterà con i partner per una reazione adeguata». Inoltre, il Ministro degli esteri tedesco ha convocato l’ambasciatore russo per «chiedere un chiarimento urgente» sull’avvelenamento di Navalny. Il partner italiano non perde tempo, da bravo scolaretto dichiara, in una nota della Farnesina di Luigino Di Maio «profonda inquietudine ed indignazione per l’identificazione da parte delle competenti autorità tedesche di un agente nervino quale causa dell’avvelenamento dell’attivista russo Alexei Navalny». La nota della Farnesina prosegue dichiarando che si tratta di «un crimine che condanniamo con forza e che rende ancor più impellente la necessità che la Federazione Russa chiarisca con rapidità e trasparenza le responsabilità dell’accaduto»

E così gli stessi paesi Ue, che sin dal 3 marzo 2014 mantengono nei confronti della Russia illegittime “misure restrittive”, ovvero sanzioni economiche, prorogate il 29 giugno scorso al 31 dicembre 2021, per mano del principale socio azionista tedesco, decidono di umiliare la Russia di Putin. Inutile ripetere che non si capisce quale vantaggio Putin possa ricavare dalla morte di Navalny, un uomo che non ha nessun credito in patria (in termini elettorali può contare solo su un misero 2%) e che quindi non rappresenta nessuna minaccia. Sulla base dell’esperienza passata possiamo invece affermare, senza tema di passare per complottisti, che probabilmente i manovratori di Navalny avendo visto naufragare i propositi di rovesciamenti colorati o almeno di proteste organizzate, abbiano infine deciso di giocare la carta dell’avvelenamento per trarne quei vantaggi che da vivo l’oppositore russo non è riuscito a garantire. 

Intanto salutiamo il ritorno da Vilnius delle due ambasciatrici piddine Quartapelle e Boldrini, volate fin là per portare solidarietà all’oppositrice bielorussa Tikhanovskaya, ancora una volta a dimostrazione di quanto le anime belle di questa sinistra siano sempre lì pronte ad accompagnare con letizia i processi democratici colorati.

2 commenti su “Quando accusatore e giudice sono la stessa persona”

  1. Magari tutta questa messa in scena a regia tedesca serve per trovare una onorevole via di uscita per il North Steam….ossia il padrone USA ci ha detto od esci od esci….ed allora si mettono d´accordo per un finto avvelenamento per dire che sono stati costretti dai modi da KGB di Putin ad uscire…

    1. Antonio Catalano

      Di sicuro c’è il fatto che non è il primo caso di presunti avvelenamenti. Dopo ognuno dei quali si scatena la solita cagnara “democratica” in Occidente. E di sicuro c’è il fatto che si vuole tenere sotto pressione la Russia di Putin. vedi sanzioni. Farebbero (e darebbero) chissà cosa per ottenere anche in Russia un “regime-change”.

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