Pia Klemp, nuova capitana degli sbarchi

Sbarchi: governo irresponsabile e ong al servizio del liberismo sfrenato

Dal 21 al 28 agosto sono sbarcati 826 clandestini sulle nostre coste. L’informazione è del “cruscotto statistico” del Ministero degli Interni. Per capirci, nelle 24 ore di venerdì si sono registrati 30 approdi con un totale 510 sbarcati. Ieri la gente di Lampedusa era davvero incazzata: 20 sbarchi in 24 ore, 40 in due giorni. Le forze dell’ordine sono insufficienti per fronteggiare l’emergenza. Il Viminale sottolinea il grande lavoro svolto dai militari, riciclati in “accompagnatori” degli sbarcati. Il governo sta esprimendo un alto grado di irresponsabilità favorendo questa situazione ormai fuori da ogni controllo. A questo si aggiunga il ruolo delle Ong, che mai come ora fremono per l’attività di traghettamento. Ieri la guardia costiera è intervenuta per prestare assistenza alla nave battente bandiera tedesca “Louise Michel” che portava con sé 219 migranti, quindi sovraccarica, e per questo aveva inviato una richiesta di soccorso, mentre le autorità europee negavano l’assistenza.

La “Louise Michel” è l’ultima arrivata, la nave ong finanziata e decorata dal famoso artista di strada Banksy. Capitano della nave è Pia Klemp, tedesca come l’ex capitano della “Sea Watch” Carola Rackete. La Klemp si dichiara un’attivista «antirazzista e animalista» che non considera «il salvataggio in mare dei migranti un’azione umanitaria, ma parte di una lotta antifascista». Per lei quindi i “migranti” non sono altro che merce politica, investimento umanitario che si aggiunge alla più globale azione antifascista. Se fosse solo lei a pensarla così poco male, il problema è che gli ambienti “antirazzisti” sono sulla stessa linea d’onda della Klemp. Avendo per niente il rapporto con la realtà, e con i soggetti che in essa vi operano, si buttano a corpo morto su questo investimento politico che sembra loro dare maggiori gratificazioni del “superato” e “arcaico” proletariato, che non è sparito affatto, solo che è un po’ diverso da quello dei primi tre quarti del Novecento. È quel proletariato che riempie a milionate le nostre città, e che cerca di sbarcare il lunario tra lavori in affitto, a tempo determinato, job sharing, doppi turni, e se ti lamenti ti licenzio, tanto il caro Renzi ha eliminato quel fastidioso articolo 18.

Questi militanti a tempo pieno (perché non fanno un cazzo) investono sugli immigrati perché pensano, poveretti, che questi siano la testa di ariete dello sfondamento degli stati-nazione, viva la de-localizzazione e de-territorializzazione globale! Ecco perché si danno un gran da fare, e non gliene frega niente neanche di far finta di creare dei ponti con i lavoratori autoctoni. A loro i lavoratori letteralmente ripugnano. Nella loro mente allucinata (non solo dalla loro visionaria ideologia ma anche dalle droghe che assumono a quintalate) ci vuole un “popolo di ricambio”. Perché i nostri popoli gli fanno schifo. E da aristocratici indignati gridano “oddio, il popolo è razzista!”. Vorrebbero meticciare il mondo, salvo poi scoprire con raccapriccio, questi autentici deficienti, che nei paesi di provenienza dei loro cari migranti il 99% rimasto non ne vuol sapere di valori “occidentali”. Perché mentre i cultori del migrazionismo accusano complesso di colpa per la propria storia e le proprie tradizioni, questi altri rivendicano con orgoglio – e giustamente – il proprio passato. Per questi allucinati ogni migrazione è considerata fattore di emancipazione, così come dice il loro guru Toni Negri: «Le citta della Terra diventeranno presto i grandi depositi della cooperazione umana e le locomotive della circolazione, le residenze temporanee e le reti della distribuzione di massa dei viventi». E via delirando.

1 commento su “Sbarchi: governo irresponsabile e ong al servizio del liberismo sfrenato”

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