a cosa serve la russofobia

Dobbiamo chiederci a cosa serva la russofobia indotta

Nessuno nasce russofobo. La stragrande maggioranza dei russofobi prodotti in Occidente, in Russia non c’è neppure mai stata e della Russia non sa proprio nulla. Sono il prodotto finale di una campagna martellante che va avanti da quando l’amministrazione russa si è dissociata dal discorso del Nuovo Ordine Mondale che gli Stati Uniti avevano provato ad imporre dalla caduta del Muro di Berlino in poi.

Arrivati ad un certo punto dobbiamo però anche chiederci – tutta questa campagna mediatica serve solo a isolare la Russia, tenerla lontana da un’alleanza con l’Europa, che sarebbe mortale per le ambizioni di globalizzazione del pensiero unico americano, oppure c’è dell’altro?

Prendiamo gli ultimi esempi – i casi Skripal e Navalny. Se un qualsiasi evento può portare ad un sospetto, il sospetto all’accusa, l’accusa alla certezza, la certezza alla condanna, fin dove ci si può spingere?

Per arrivare alle guerre mondiali del secolo scorso ci vollero anni di propaganda in cui l’antagonista geopolitico venne dipinto come aggressore per poterlo aggredire, pericolo per poterlo rendere innocuo, dittatoriale per poterlo dirimere con l’autorità e la forza, inferiore per poter affermare la propria presunta superiorità. Il Nazismo, (non per altro l’unico assolutismo del tempo) sosteneva infatti di essere la vittime, non l’aggressore. L’Operazione Barbarossa venne lanciata da Hitler come un’operazione di liberazione degli ‘spazi vitali’ (vedi ‘Mein Kampf’) dagli ‘Untermenschen’ – i popoli inferiori. Il punto è che per arrivare a definirli ‘inferiori’ e rendere la teoria credibile agli occhi del popolo, ci vollero anni di accurata propaganda.

Ora, nel breve periodo, per quanto i giornali più asserviti si possano sforzare, è certamente impossibile che l’Occidente potrà mai aggredire nuovamente la Federazione russa – puoi convincere un popolo alle sanzioni, a schierare difese altrui sul proprio territorio per paura (in Italia abbiamo una settantina di testate nucleari americane che non gestiamo certo noi), puoi partecipare alle esercitazioni NATO (per altro sempre più a Est), scrivere su tutti i giornali la stessa solfa, ma non poi convincere la gente a farsi ammazzare su di un fronte inventato e del quale in realtà non interessa nulla a nessuno.

Però, c’è un però

Il però consiste nel fatto che nel lungo periodo le cose potrebbero cambiare. Immaginiamo il caso di una bolla economica che alla fine esploda – quella del dollaro. Una moneta che, in realtà, non varrebbe molto di più della carta sulla quale è stampata se non fosse tenuta al livello di cambio attuale, nonostante il debito da record statunitense, solo dal fatto che hanno tutti la necessità di continuare a scambiarla perché altrimenti gli stessi creditori (primi tra tutti Cina) si troverebbero pieni di riserve statali valutarie e crediti fatti di carta straccia.

Poniamo il caso che invece alla fine il sistema comunque crolli e che la crisi si trasmetta come un virus, questo sì fortemente letale, a tutto il resto del mondo, prima tra tutte l’Europa. In questo scenario ci ritroveremmo con:

  1. Milioni di persone senza più nulla da perdere
  2. Le economie più a pezzi sarebbero proprio quelle dotate della maggiore potenza militare (quando in mano non avrai più nient’altro che un martello, sappi che tutto quello che vedrai assomiglierà a un chiodo)
  3. La Russia sarebbe una delle poche nazioni autosufficienti con le riserve naturali dell’intera Siberia a disposizione e che farebbero gola ad un Occidente invece a secco di tutto
  4. Una russofobia di fondo indotta da anni di lente ma continue campagne di propaganda pronta a motivare

Praticamente la stessa identica situazione che si era verificata negli anni ’30. Poi vennero gli anni ’40. Vogliamo rifletterci un attimo? Al di là delle simpatie, il tifo geopolitico e della cultura di base che viene indotta quotidianamente dal mainstream, vogliamo provare a rifletterci?

4 commenti su “Dobbiamo chiederci a cosa serva la russofobia indotta”

  1. Giovanni Paletta

    Io non sono fra quelli che vanno dove li porta la corrente. Intanto sono antiamericano, chiuderei immediatamente tutte le basi americane in Italia, tanto per liberarci dello stato di colonia USA. Poi darei anche alla Russia la possibilità di avere basi navali in Italia, tanto percambiare gli assetti geopolitici del Mediterraneo. Dirotterei tutti i migranti sul nord europa e uscirei immediatamente dall’euro, per tornare alla nostra sovranità monetaria, e dall’europa a trazione tedesca.

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