Bielorussia trappola per la Russia ma non solo per la Russia

La Bielorussia può essere una trappola sì, ma non solo per la Russia

La Bielorussia può essere la nuova trappola per la Russia? Forse, ma se nella trappola ci finissero dentro invece i bracconieri? Siamo sicuri che ai concorrenti della Russia convenga una nuova ‘rivoluzione colorata’ a Minsk? Facciamo bene i calcoli.

Dunque, sappiamo perfettamente che Mosca non può assolutamente perdersi l’alleanza con Minsk – le due capitali distano soltanto 680 km una dall’altra, dal punto più orientale della Bielorussia a Mosca ci sono solo 400 km. Senza contare le questioni economiche e politiche, anche solo dal punto di vista della Difesa, l’alleanza con la Bielorussia è fondamentale per Mosca. Pur in ogni caso impensabile che nel breve periodo la Bielorussia possa prestarsi a piattaforma NATO, nella malaugurata evenienza di qualsiasi futuribile conflitto, per provare a colpire il centro di comando russo non servirebbero neppure i missili, una eventuale coalizione nemica potrebbe sparare direttamente con i cannoni se potesse contare sul territorio della piccola ma strategica Repubblica.

Dall’altro canto sappiamo anche che di tutto quello che dovesse succedere a Minsk, ma anche di tutto quello dovesse NON succedere, potrà essere incolpato il Governo russo. Se la situazione dovesse uscire fuori controllo, Mosca dovrà prendere una posizione e forse compromettersi, se non dovesse succedere nulla, Mosca potrà essere comunque incolpata di aver interferito con gli affari interni ed aver contribuito a spegnere le proteste sul nascere. Non è rilevante avere prove, sono anni che l’Occidente ha oramai superato il concetto di onere della prova quando si tratta di accusare avversari geopolitici. Quantomeno una buona occasione per nuove sanzioni, con tutto quello che ne potrebbe derivare al Nord Stream 2 e via dicendo. Quindi la trappola ideale, comunque. Apparentemente.

E tuttavia

Apparentemente nel senso che in realtà la Bielorussia non è l’Ucraina. In Bielorussia non esiste quell’humus ideale per la crescita della russofobia che invece c’era in Ucraina. Storia, cultura, lingua e tradizioni tra russi e bielorussi sono molto simili, l’economia bielorussa esporta per la maggior parte proprio in Russia, e da questa riceve finanziamenti importanti per lo sviluppo. L’economia non è per altro disastrata come quella ucraina e non c’è una storia di divisioni come invece in Ucraina, né importanti suddivisioni etniche su cui fare leva. Senza una forte base russofobica, senza suddivisioni etniche nette come in Ucraina, se anche Lukashenko dovesse cadere, non è comunque detto che par la Russia questo debba essere necessariamente un problema.

Per altro Lukashenko, magari non un genio di diplomazia, ma verosimilmente un sufficiente seguito nel suo Paese effettivamente ce l’ha. Forse non effettivamente quell’80% dichiarato, considerate anche solo il fatto delle alte percentuali di non votanti. Va bene, sembra comunque veramente poco probabile che la Tikhanovskaya abbia sul serio tutto quel gran appoggio popolare che lei stessa proclama. Per altro l’Ucraina prima della Maidan aveva avuto discontinuità politica ed economica, la Bielorussia è invece in lenta ma costante crescita. Questo significa stabilità, e con la stabilità va da sé anche uno zoccolo duro di popolazione che non avrà alcuna intenzione di rischiare salti nel vuoto.

Le relazioni diplomatiche tra Russia e Bielorussia erano ai minimi storici

Altro elemento fondamentale da considerare – Lukashenko, con certo sfacciato cinismo, a lungo aveva giocato la sua carta da ago della bilancia, ondeggiando di volta in volta tra interessi russi e controparti occidentali. Ultimamente, per ingraziarsi queste ultime, forse anche proprio in vista delle nuove elezioni, si era esposto contro la Russia con arresti di oppositori, accusati, a suo stesso dire, di essere pilotati dal Cremlino. Le relazioni diplomatiche tra la Russia Grande e la Bianca erano di fatto ai minimo storici prima delle elezioni. È un fatto.

Perché la trappola è anche per l’Occidente

Se ora l’Occidente forzasse troppo la mano incitando ad una nuova ‘rivoluzione di piazza’ e questa non dovesse riuscire? Non sarebbe forse proprio questa l’occasione in cui Lukashenko capirebbe che l’unica sua garanzia può venire solo dalla Russia e quindi l’opportunità per il Cremlino di barricare il prezioso alleato cuscinetto alle porte di Mosca? Se persino la crisi Ucraina, che nonostante tutti gli sforzi, gli investimenti e i presupposti di base, alla fine si è conclusa con un pantano per l’Occidente costoso anche più che per la Russia, nonché interi territori russofoni recuperati (Crimea) o tornati sotto l’orbita indiretta di Mosca (Donbass), perché una eventuale crisi totale in Bielorussia non potrebbe trasformarsi anche in una nuova occasione per la Russia, invece di solamente un nuovo pericolo?

Forse è per questo che i media occidentali non hanno ancora lanciato la campagna mediatica vera e propria come ai tempi di Maidan?

1 commento su “La Bielorussia può essere una trappola sì, ma non solo per la Russia”

  1. CARMINE ZACCARIA

    Ciao Alessio, ho letto con attenzione quanto hai scritto nella tua interessante e puntuale analisi. Se l’Occidente dovesse commettere l’errore di sostenere la Piazza che vuole sovvertire l’ordine nella Repubblica di Belarus commetterebbe un errore grave e pericoloso. Ho attraversato in passato tutta la Bielorussia da Minsk a Brest. Un Paese dove è stato compiuto e si sta compiendo tuttora un esperimento significativo a livello sociale. Il Popolo Bielorusso gode di grande tranquillità non solo a livello economico. In Occidente questo modello non è funzionale al degrado nel quale hanno portato i nostri popoli. Nella Repubblica di Belarus si sta tentando di ripetere quanto avvenne in Ucraina. L’errore, a monte, fu di non aver sottoscritto, in Ucraina, un accordo militare che avrebbe consentito un intervento russo atto a impedire il Golpe e l’instaurazione di un governo con presenze d’ispirazione filo naziste. Il Gioco in Bielorussia non riuscirà. Se si dovesse andare oltre, un intervento russo sarebbe indispensabile ma anche doveroso. Esiste anche un organo sovranazionale ovvero un’Unione Statale Russia Bielorussia. Firmai a Napoli, nel giorno dell’apertura del Consolato Onorario di Belarus, un protocollo d’Intesa con S.E. Pavel Borodin Segretario di Stato dell’Unione Statale Russia Bielorussia. Pubblicherò a breve i contenuti. Carmine Zaccaria mail stamparussa@virgilio.it

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