seconda ondata

I profeti della “seconda ondata”

Pur se i contagi siano tra i più bassi d’Europa e gli ospedali non registrino intasamenti, Palazzo Chigi decide che questi aumentano in modo preoccupante. Punto e basta. Bisogna prepararsi alla “Seconda Ondata”. Una Seconda Ondata data per certa, discuterla è un po’ negare i decessi della scorsa primavera. Negazionista!

La terribile accusa, perentoria scatta e rimbalza sui canali dei padroni dell’informazione. I telegiornali ogni giorno dedicano ampi servizi alla Seconda Ondata, con contagiati che aumentano, vuoi provenienti da Croazia Malta Spagna e Grecia, vuoi discotecari, vuoi movidisti (o movidiani?), vuoi assembratori d’ogni risma e categoria… guai a mettere in evidenza che gran parte dei nuovi contagi dipende dalla sciagurata accettazione a oltranza dei “migranti”, che in questa estate sono arrivati a più non posso. E così, finalmente, Palazzo Chigi ha fatto la cosa giusta: chiusura delle discoteche e, soprattutto, ri-obbligo delle mascherine nei luoghi pubblici, anche all’aperto, dalle 18 alle 6.

È successo più o meno quello che in psicologia si chiama “self fulfing prophecy”, la profezia che si auto-avvera. Una serie di azioni e comportamenti adottati dall’individuo che, dai e dai, un po’ alla volta, portano inevitabilmente la profezia ad avverarsi. Gli esperti della persuasione sanno bene il valore del meccanismo della profezia che si auto-avvera, per questo lo utilizzano appena la situazione lo rende possibile. Da quando i mass-media ci dicono che in autunno ci sarà la Seconda Ondata? E così in giro c’è un sacco di brava gente che diligentemente ripete il compitino: “In autunno ci sarà la Seconda Ondata”.

Un po’ come quelle risate preregistrate in certi programmi televisivi che, sebbene si sappia siano registrate, determinano quel clima in cui tutti ridono a comando. Secondo il meccanismo dello “stimolo-risposta”, studiato dallo psicologo Pavlov e conosciuto col famoso caso del cane che saliva abbondantemente ogniqualvolta gli si fa penzolare davanti al muso una bistecca di carne. Quindi siamo nel mezzo di questo grande gorgo della profezia che si auto-avvera. Con i sacerdoti del “wishful thinking”, ovvero del pensiero illusorio, che spadroneggiano su ogni canale della cosiddetta comunicazione di massa, ben consapevoli di come funzionino i meccanismi studiati dalla psicologia sociale.

Domandona. Ma perché il governo insiste sull’emergenza, che fosse per lui lascerebbe in eterno? Non c’è una sola risposta, è una di quelle domande che a scuola si definiscono a risposta aperta. C’è il tema dei piazzisti del Mes che subito si sono scatenati, a cominciare dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta che alla “Stampa” dichiara la necessità di, «fronte alla risalita dei contagi», di «riaprire subito il capitolo del Mes;  c’è tema del grande e irrisolto nodo della scuola, dove non si sa bene che cosa fare; c’è il tema delle prossime elezioni regionali; ma, soprattutto, c’è il tema della crisi sociale di cui si teme una sua deflagrazione, che comprende il tema delle mancate risposte del governo a tutte le categorie “non garantite”.

Insomma, ci troviamo di fronte a un’accolita di naufraghi, disperatamente aggrappati alla sgarrupata zattera dell’emergenza.

1 commento su “I profeti della “seconda ondata””

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