Monti San Guisuga

Il convitato di pietra

Primavera del 2012. Lui presidente del consiglio perché «lo vuole l’Europa», perché l’Italia spende al di sopra delle sue possibilità, bisogna sistemare i conti. Sul vetro dell’ufficio amministrativo di un noto sfasciacarrozze dell’oristanese, a lato della cassa, campeggia un fotomontaggio che ritrae il sobrio presidente bocconiano, in forma di santino benedicente con tanto di aureola rappresentata da una bronzea moneta eurina. Nome del “santino”? «San Guisuga, patrono dei banchieri».

La satira popolare coglieva l’essenza, individuava la ragione sociale del “professore prestato alla politica”: patrono dei banchieri. Chiaramente, non solo e non tanto di costoro, ma della severa e intransigente classe dominante ossessionata dall’imperativo morale di stringere la cinghia e fare i sacrifici; in nome – vuoi mettere? – del catechismo liberista austeritario. Naturalmente, sacrifici da metter sul conto dei viziati ceti popolari. Motivo per cui, non bisogna stupirsene, il “professore” non era affatto amato da questi ceti popolari. D’altronde già a vederlo, e sentirlo parlare, un po’ di brividi ti scorrevano lunga la schiena, e non a caso più d’uno lo soprannominava “Mortimer”.

La sua severità “sobria” incontestabilmente era quella di chi è abituato a praticar la forza coi deboli e naturalmente la debolezza, forse meglio la complicità, coi forti. Insomma, per dirlo con parole antiche, il popolo capiva a pelle che il signore in loden era dalla parte dei padroni. E poi quella sua amica ministro che nel dicembre 2011 si lasciò vergare il viso da lacrime beffarde a suggello di una legge di ri-forma che improvvidamente ristrutturava il sistema pensionistico portando l’età massima intorno ai settanta e centinaia di migliaia di lavoratori lasciati senza stipendio senza lavoro e senza pensioni, i famosi esodati… Ma il chiamato dall’Europa lasciava il segno anche tra le corsie degli ospedali della pubblica sanità: decine di migliaia di posti letto cancellati e tanti ospedali “minori” chiusi, lasciando intere comunità sprovviste di fondamentali presidi sanitari.

Veniamo all’oggi. L’Oms istituisce una commissione europea per la salute e lo sviluppo sostenibile con l’obiettivo di studiare gli effetti della pandemia, in modo che si possano trarre le dovute «lezioni da come i diversi sistemi sanitari dei Paesi hanno risposto alla pandemia». Obiettivo: «Preparare una serie di raccomandazioni e riforme per migliorare la resilienza dei sistemi stessi». E siccome serviva un presidente ad hoc, uno dal giusto curriculum, l’Oms decide di affidare il prezioso incarico al signor “Mortimer”. Chi meglio di lui poteva assolvere a questa nuova incombenza?

Ora, noi non abbiamo pregiudizi, ci limitiamo solo a ricordare che il buon vino nasce in vigna; e, siccome conosciamo bene la vigna di questo “patrono dei banchieri”, non ci lasciamo andare a inutili entusiasmi. Anzi. Perché sappiamo chi è il signore in questione, sappiamo che ha fatto, sappiamo chi sono le persone di cui si è circondato, sappiamo chi lo ha voluto e sostenuto. La storia si ripete, ma purtroppo per ora non in forma di farsa; o forse no, c’è chi se la ride: gli stessi che nove anni fa chiamarono a gran voce il professore, i più feroci rappresentanti politici del liberismo austeritario eurocratico – Pd e dintorni – al quale si sono aggiunti oggi i parvenu del mondo a 5 stelle. Che facciamo, non è forse ora di innervosirci un po’?

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