Russia contro COVID-19

La prova del COVID-19: Quando la Russia se la gioca con l’Occidente sui fatti

Paradossalmente, la sventura del COVID-19 potrebbe rivelarsi per la Russia una grande occasione. L’occasione di dimostrare che alla resa dei conti e a parità di difficoltà, non è l’Occidente la chiave di tutte le soluzioni.

La diatriba tra Russia e Occidente, dove per Occidente intendiamo un’identità puramente politica e niente affatto culturale (dal punto di vista culturale la Russia è ancora più ‘Occidente’), iniziò non con la riunificazione della Crimea, la crisi Ucraina, le presunte limitazioni ai diritti o le diverse accezioni di ‘democrazia’. Iniziò semplicemente con il Discorso di Monaco di Putin del 2007. Fu quella l’occasione in cui la Russia mise chiaro sul tavolo che al gioco del ‘Nuovo Ordine Mondiale’ alla Bush (Senior), non ci sarebbe stata. L’idea di una sola ‘governance globale’, per dirla alla Monti, con un unico centro di comando, un’unica direzione economica, militare, politica, giuridica e finanche morale, non sarebbe stata accettata. Era la teoria della ‘multipolarità’ in contrapposizione alla ‘unipolarità’ americana. Alla Russia insomma non gli sarebbe stato bene che gli Stati Uniti e l’Alleanza Atlantica avrebbero potuto fare il bello e cattivo tempo su scala globale. Il resto è Storia. Critiche, sanzioni, ostracismo e propaganda vennero dopo di quello.

Il problema da allora è sempre stato – come vincere la nuova battaglia prima di tutto ideologica? Certo, le nuove alleanze, i paesi del BRICS, la ristrutturazione militare, la geopolitica. Ma il Cremlino ha sempre saputo benissimo che per proporsi come alternativa valida la strada maestra sarebbe stata una sola – riuscire a dimostrare di essere credibili. Inutili le chiacchiere, inutile filosofeggiare. Se vuoi che qualcuno ti segua devi saper dimostrare che la strada che stai intraprendendo è quantomeno percorribile. Migliori l’economia, allora molti capiranno che il tuo modello economico è una valida alternativa, migliori le infrastrutture, molti capiranno che sai investire, il tuo sistema è solido, tanti crederanno nel tuo sistema.

In questo senso, guardando la Russia dall’interno, l’osservatore straniero può percepire la sensazione di come il COVID-19 sia stato interpretato per molti versi come una grande sfida. Vincere questa partita, mentre tutto il mondo traccheggia tra mascherine, distanziamenti, ospizi in cui i più a rischio sono proprio i più esposti, sistemi sanitari sovraccarichi, polemiche su polemiche, social impazziti dalla rabbia, indebitamenti e aziende a rotoli, non potrebbe essere che il colpo di grazia per le già flebili certezze di superiorità morale, politica, culturale del nostro Occidente in crisi. Vuoi essere un esempio di alternativa? Dai il buon esempio!

Ed ecco che, da buoni russi, se la sono giocata come una partita a scacchi. Il COVID-19 apre muovendo la prima pedina in Cina? La Russia risponde con un contatto diretto e continuo con la dirigenza cinese. Si fanno dare tutte le informazioni. Poi concludono che bisognerà prendere tempo. Per guadagnarne chiudono le frontiere, mentre da noi c’è chi suggerisce di andare a mangiare al ristorante cinese, non rinunciare alla movida e mentre aprono il volo diretto Wuhan-Fiumicino. Posto poi fare marcia indietro, quando oramai tardi, per arrivare ad un loockdown totale, incondizionato e, molto probabilmente, spropositato.

Il COVID-19 si gioca la variante della lenta osmosi tra le frontiere? Allora in Russia si passa ad una forma di loockdown ponderato e già preparato a tavolino intanto che si studiavano da vicino gli errori altrui – vedi la tanto criticata missione di aiuto in Italia.

La chiusura è una disgrazia per l’economia? Non ti indebiti, non cedi sovranità, non sottoscrivi accordi capestro con entità sovranazionali – emetti moneta. Certo, poi il rublo si svaluta, ma nel lungo periodo si può risolvere.

La curva dei contagi è bene o male sotto controllo? Allora mano a mano riapri tutto perché nel frattempo hai già tirato su dal nulla altri ospedali specializzati in epidemiologia e ti sei procurato il giusto margine di errore.

Il COVID-19 è ancora lì? Sì ma sono passati già parecchi mesi, intanto la sua posizione sulla scacchiera si è indebolita, quella della Russia si è rafforzata.

E se mentre mezzo Occidente bestemmia Bill Gates, Big Pharma e l’altro mezzo invece se la prende con i no vax e i ‘negazionisti’, ti dovesse entrare anche la variante del vaccino? Allora sarebbe una combinazione da scacco matto e fine dei giochi. In un colpo battuto il COVID-19 e, forse ancora più importante nel lungo periodo, battuta la tracotanza e presunzione di superiorità occidentale.

Certo, la variante va calcolata bene, perché se annunci un vaccino poderoso e poi si rivela un flop cade tutta la combinazione e crolla la struttura. Il che è esattamente quello che la ‘governance globale’ spera – poter dimostrare di essere ancora loro i grandi giocatori, quelli che possono salvare, magari non tutto il mondo dal COVID-19, ma almeno sé stessi da sé stessi.

1 commento su “La prova del COVID-19: Quando la Russia se la gioca con l’Occidente sui fatti”

  1. Sul vaccino russo che sta creando isteria nei media occidentali sono scettico ma non perche´ russo ed in quanto tale “andrebbe denigrato” per far piacere al nostro occupante.

    Il Covid-19 e´ un Rna virus quindi come HIV di cui aspettiamo ancora un vaccino da piu´ di 30 anni. Inoltre ha oltre un centinaio di sottotipi. Un vaccino rischia di fare la fine del vaccino influenzale funziona solo verso un certo ceppo e chi l´ha fatto spesso si e´ ammalato di un altro ceppo della famiglia dei virus dell´influenza. Poi saro´ il primo ad essere contento se smentito dai fatti, in ogni caso auguri ai ricercatori russi che lo hanno approntato.

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