Russians did this

“Russians did this” – Perché ce l’hanno con la Russia, spiegato dagli esperti russi

“Russians did this” esordisce non nascondendo sarcasmo il presentatore del canale russo nazionale RUSSIA24, dedicato esclusivamente all’informazione. In studio sono presenti Igor Shishkin, docente politologo e vicepresidente dell’Istituto degli studi per i paesi CSI, Alexander Malkevich, vicepresidente della Commissione dei media della Camera, e Vladimir Shapovalov, vicedirettore dell’Istituto di storia e politica dell’Università statale di Mosca.

Il tema sono le ennesime accuse rivolte alla Russia di interferenza nelle nuove elezioni presidenziali statunitensi, sull’indipendentismo della Scozia, i presunti hacheraggi alle proprietà intellettuali per il vaccino contro il coronavirus e quant’altro di nuovo o già sentito i media occidentali abbiano rilanciato contro la Russia con l’accusa “Russians did this”.

Senza esagerazioni

La lista è lunga e né presentatore né intervistati hanno intenzione di ripercorrerla, se tuttavia qualcuno avesse interesse ad un ‘breve’ riassunto, di modo da non credere si tratti di esagerazioni e il sarcasmo sia fuori dalle righe, suggeriamo di leggere questo documento che forniamo in allegato. E’ un rapporto scritto per il Senato (“prepared for the use of the committee on foreign relations United States Senate”) il 10 giugno del 2018 dal titolo già di per sé piuttosto eloquente – “L’assalto asimmetrico di Putin alla democrazia in Russia ed Europa: Implicazioni per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”. E’ sulla base di questi rapporti e questo tipo di materiale che poi il Congresso prende le sue decisioni, ed è anche questa la base sulla quale poi viene generata l’informazione mediatica. Se guardate l’indice (l’Italia è a pagina 137) vedete che la Russia è accusata praticamente di tutto. A distanza di due anni e mezzo per altro è facile notare gli scostamenti sulle previsioni e le accuse mosse rispetto alle realtà fattuali.

Link al documento pdf ‘PUTIN’S ASYMMETRIC ASSAULT ON DEMOCRACY IN RUSSIA AND EUROPE: IMPLICATIONS FOR U.S. NATIONAL SECURITY

Posto quindi che “Russians did this” non è solo un modo di dire e che effettivamente il problema esista, i convenuti al dibattito si sono interrogati sui motivi per i quali vi sia tanto accanimento e le relazioni diplomatiche debbano essere tanto tese con l’Occidente.

Malkevich – è una facile scusa

Alexander Malkevich ha sostenuto che tutto ciò abbia motivazioni in fin dei conti pragmatiche – l’Occidente ha necessità di sostenere le basi, pur se artefatte, per mantenere le sanzioni e le discriminazioni nei confronti della Russia in quanto concorrente. E’ necessaria una sorta di ‘cordone sanitario’, ha spiegato, paragonando la Russia in qualche modo al coronavirus. Serve una campagna mediatica continua per mantenere alto il livello di allarme e non rompere le righe dello schieramento alleato contro il ‘nemico comune’. Inoltre, ha aggiunto l’esperto di media della Camera, le accuse alla Russia sono un argomento comodo per distogliere l’attenzione da altri problemi, dotarsi di argomenti politici quando non ve ne siano e trovare scuse alle sconfitte dando la colpa alle interferenze hacker. Per altro le accuse alla Russia non hanno necessità di essere comprovate – un ampio pubblico già disposto ad accoglierle per ‘prevenzione ideologica’ si trova sempre.

Shapovalov – Le interferenze americane, quelle sì…

Vladimir Shapovalov ha invece voluto puntare l’attenzione sul fatto che questo tipo di accuse in realtà siano d’uso un po’ tra tutti i partiti occidentali facendo l’esempio della Gran Bretagna dove i conservatori accusano interferenze russe a favore dei liberali e i liberali accusano interferenze a favore dei conservatori. Per quanto riguarda le recenti accuse mosse dal candidato alle Presidenziali americane Biden, Shapovalov afferma che non si tratti d’altro se non “carenza di altri argomenti da presentare”, sottolineando piuttosto che, se da una parte le accuse alla Russia di interferenza non sono mai state dimostrate, dall’altro le interferenze americane negli affari interni di TUTTE le altre nazioni del mondo sono evidenti. L’ultimo esempio noto è quello delle votazioni previste per marzo e poi rimandate a luglio per gli emendamenti alla Costituzione russa. Non è un segreto, afferma il noto storico e politologo, che il Dipartimento di Stato USA per la democrazia e i diritti umani abbia stanziato 5 milioni di dollari per la ‘democratizzazione della Russia’ in questo contesto. Possiamo indovinare a cosa siano serviti, ha suggerito Shapovalov, lasciando intendere che tipo di risonanza mediatica avrebbe avuto un investimento speculare da parte del Cremlino negli affari interni USA.

Shishkin – È geopolitica

L’analisi più completa dal punto di vista geopolitico l’ha offerta tuttavia Igor Shishkin (dal minuto 6.10 al 8.34 del video allegato).

“In realtà tutto questo ha un senso molto pragmatico”, ha detto il politologo, “Gran Bretagna e Stati Uniti, hanno sempre considerato, considerano e sempre continueranno a considerare la Russia come il loro principale ostacolo al raggiungimento del dominio geopolitico mondiale. La Gran Bretagna per tutto il XIX secolo e inizio del XX, si è dovuta confrontare con la Russia e l’ha sempre considerata come il suo principale nemico. Perché? Sono pazzi forse? No, semplicemente è un fatto storico che proprio la Russia sia stata l’unica nazione al mondo nel XIX secolo ad ostacolare la strada dell’Impero Britannico al dominio globale. E proprio nel Regno Unito che è nata la teoria secondo la quale solo chi sarà in grado di mettere sotto controllo la Russia riuscirà ad ottenere il dominio geopolitico a livello mondiale. Questa è un concetto fisso che si trova nella loro mentalità a livello sia conscio che subconscio. E questa non è solo una teoria, questo loro lo hanno visto nei fatti – finché c’è la Russia loro non possono dominare. Negli anni ’20 e ’30 i conservatori britannici sostenevano apertamente che affinché l’Impero potesse essere conservato, l’URSS sarebbe dovuta essere cancellata. Una stupidaggine? No, semplicemente erano consapevoli del fatto che l’URSS sarebbe stata un ostacolo insormontabile al loro imperialismo. E chi è che nel ’45, subito dopo la guerra, non ha permesso l’istituzione di un mondo unipolare guidato dagli Stati Uniti? L’Unione Sovietica, cioè la Russia. La Russia era e sarà sempre il loro ‘bastone tra le ruote’. Gli Stati Uniti sono divenuti la potenza egemone e hanno imposto il loro modello unipolare negli anni ’90, quando? Quando è crollata l’Unione Sovietica e la Russa non era in grado di opporsi. Fateci caso – tutti questi problemi con l’Occidente non li avevamo negli anni ’90 e inizi duemila, prima del discorso di Monaco di Putin. Nel periodo in cui eravamo geopoliticamente inconsistenti non avevano nulla da ridire, non appena siamo tornati ad essere una grande nazione, ecco che è iniziato l’ostracismo. Non c’è niente da fare. Finché ci saremo noi e loro, tutto questo continuerà”.

Al minuto 16.00, reinterpellato dal giornalista sul cosa fare in questa situazione, il politologo conclude:

“Bisogna capire che da una parte noi, dall’altra Stati Uniti e Gran Bretagna, siamo avversari geopolitici e loro interpretano noi, specificatamente solo noi, come loro principale avversario geopolitico. Non la Cina, no nessun altro. Di fatto, sulla strada del dominio mondiale, c’è solo la Russia. Questo è un fatto, non c’è niente da fare – molti si lamenteranno, altri proporranno di annientare la Russia, altri prenderanno questo come semplice dato di fatto e se la faranno finita di cercare di convincerli e cercare di essergli amici. Sì, certo, potremo essere partner, potremo collaborare, come per esempio nella Seconda Guerra Mondiale, ma comunque rimarremo sempre concorrenti geopolitici. Bisogna rendersene conto e dobbiamo accettare questo ruolo nell’arena mondiale. Con tutto il rispetto noi non saremo mai il Portogallo. Ma neanche la Germania. La Russia è sempre stata e sarà una nazione di prima linea a livello mondiale. E se stai in prima linea, avrai sempre nemici e sempre ti accuseranno”.

3 commenti su ““Russians did this” – Perché ce l’hanno con la Russia, spiegato dagli esperti russi”

  1. Molto interessante, è dai temi do Carlo Magno che la Russofobia ha mosso i suoi passi in Europa, partendo dal falso testamento di Costantino redatto dalla Chiesa cattolica e che causò lo scisma. Da quel momento la Russia è stata dipinta come l’orso cattivo pronto ad invadere l’intera Europa

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