Anna Popova espone i dati coronavirus alla conferenza online con il Presidente del Consiglio della Russia

Coronavirus in Russia: polemiche sui numeri

Polemiche sui reali numeri del coronavirus in Russia dopo la videoconferenza di oggi con il Presidente del Consiglio della Federazione Michail Mišustin.

Secondo la direttrice del Rospotrebnazor, il servizio federale russo per la supervisione e la protezione dei diritti dei consumatori e del benessere dei cittadini, Anna Popova, la percentuale della popolazione russa attualmente immunizzata al coronavirus si aggirerebbe intorno al 26%. La dichiarazione ha suscitato molte perplessità, scetticismo e critiche da parte dei media e degli esperti russi, i quali, conti alla mano, hanno dimostrato che se fosse vera questa cifra, allora sarebbero molto lontane dalla verità le stime sui contagiati.

La matematica non è un’opinione

Su di una popolazione di 144 milioni e mezzo di abitanti, il 26% corrisponde a oltre 37 milioni, mentre i dati ufficiali parlano di poco più di 750 mila contagi registrati. Dal momento che non si conosce altro modo per essere immunizzati, se non l’essere stati contagiati ed aver superato la malattia, una delle due cifre deve essere senz’altro sbagliata.

Se fosse corretta la stima della Popova, per altro, dovrebbe allora essere errato anche il numero dei decessi, a meno che il tasso di letalità del coronavirus in Russia non possa essere intorno allo 0,03%, cioè ben al di sotto di qualsiasi banale influenza, oppure a meno che il Governo abbia occultato le cifre reali dei decessi. Questa ultima ipotesi sembra decisamente da scartare in quanto la popolazione non sta avvertendo alcun particolare rischio e gli ospedali non stanno affatto subendo sovraccarichi ingestibili.

In giornata la stessa Popova ha cercato di correre ai ripari dichiarando che la stima del 26% era riferita alle grandi città, tuttavia la sola Mosca conta 12 milioni di abitanti residenti ufficialmente registrati (senza considerare i pendolari) e se un quarto di questi fosse già immunizzato per aver contratto il virus, allora avremmo già oltre 3 milioni di contagiati e guariti solo nella capitale.

Tuttavia i dati ufficiali parlano anche di un 3% di letalità registrata, cifra molto più bassa di molti Paesi europei, ma pur sempre oltre le quattro volte e mezza rispetto allo 0,65% reale stimato dai colleghi americani e ritenuto realistico da molti esperti. E’ quindi possibile che i reali contagiati in Russia, nonostante la campagna di prevenzione e test, siano molti di più rispetto ai registrati. Ma anche in questo caso la stima di un 26% di immunizzati sembra decisamente troppo ottimistica e la speranza di una ‘immunità di gregge’ in Russia ancora lungi dal realizzarsi.

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